lunedì 20 luglio 2009

I SEGNI COME PAROLE


Mani che si muovono sicure e spedite nell'aria,
che assumono forme e sembianze,
che sembrano dipingere figure invisibili e occupare spazi,
visi cangianti, segnati da mille espressioni,
occhi spalancati, sempre vigili e attenti...

Se almeno una volta ci siamo lasciati catturare
da questo linguaggio silenzioso, siamo già sulla porta che
ci perme
tterà di entrare nel mondo dei sordi,
un viaggio
che renderà strano ciò che era familiare
e familiare ciò che era strano.
Il nostro è un invito
a scoprire una diversa modalità
di comunicazione, e insieme il mondo dei sor
di,
che sulla comunicazione visiva
ha costruito la sua lingua e le sue tradizioni,
ha tramandato una storia e una cultura.


La comunicazione gestuale dei sordi è nota sin dall'antichità, ma inizia ad essere studiata da un punto di vista linguistico solo a partire dagli anni '60.William Stokoe, un ricercatore americano, fu il primo a dimostrare che questa forma di comunicazione non è una semplice mimica, ma una vera lingua, una lingua dei segni, con un suo lessico e una sua grammatica, in grado di esprimere qualsiasi messaggio.

Le lingue dei segni hanno un "alfabeto"?

Le parole di una lingua vocale sono formate sulla base della combinazione di un certo numero di suoni (fonemi); così pure, tutti i segni di una lingua gestuale sono formati attraverso la combinazione di quattro parametri formazionali.



Le lingue dei segni hanno una grammatica?

La presenza di precise regole grammaticali è uno degli elementi più importanti e distintivi delle lingue dei segni rispetto ad altre forme di comunicazione gestuale che non possono definirsi lingue, come i gesti e le pantomime. La grammatica viene espressa principalmente attraverso alterazioni sistematiche del luogo di esecuzione dei segni e di alcuni tratti del movimento, come la direzione, la durata, l'intensità o l'ampiezza.




a sinistra a destra
CITTA' CITTA'
singolare plurale






Per la classe di nomi che ha come luogo di esecuzione lo spazio davanti al segnante (spazio neutro), il plurale viene ottenuto ripetendo il segno, modificando il luogo di articolazione e, in parte, anche il movimento.Per la classe di verbi che ha come luogo lo spazio neutro ed è caratteriz zata da un movimento tra due punti di articolazione, è possibile tralasciare il pronome personale, perché si modifica la direzione del movimento secondo chi è il soggetto e l'oggetto della frase.I segni per il presente, il passato e il futuro sono eseguiti lungo una linea astratta, denominata "la linea del tempo", situata sul piano orizzontale all'altezza della spalla del segnante: i segni riferiti al passato muovono verso la spalla del segnante, quelli riferiti al presente nello spazio davanti al segnante, e quelli riferiti al futuro muovono in avanti rispetto al segnante.

Le lingue dei segni hanno una sintassi?

La sintassi viene espressa con mezzi quali: le espressioni facc iali; l'orientamento e la postura del capo, degli occhi e di tutto il corpo; l'ordine dei segni nella frase. -IO-

Nel mondo esiste un'unica Lingua dei Segni?

Nei diversi paesi, ciascuna comunità di sordi crea e tramanda da una generazione all'altra una sua lingua, per cui esistono tante lingue dei segni diverse. Varietà locali e naziona li sono documentate in numerosi dizionari. Si parla di Lingua dei Segni Americana (ASL), Lingua dei Segni Spagnola (LSE), Lingua dei Segni Italiana (LIS) e così via.Uno stesso significato viene espresso in modo diverso nelle varie lingue dei segni.

La dat
tilologia (alfabeto manuale)

G
li alfabeti manuali, o dattilologie, sono la rappresentazione manuale delle lettere utilizzate nella scrittura. Sono usati per scrivere nello spazio parole della lingua parlata o scritta. Var
iano da paese a paese e si modificano nel tempo.In Italia era diffuso, fino a circa 20 anni fa, un alfabeto manual è noto anche agli udenti, mentre oggi i sordi italiani utilizzano un nuovo alfabeto manuale, molto simile all'alfabeto manuale internazionale. Questo viene sempre eseguito con una sola mano all'altezza del collo del segnante.
Il vecchio alfabeto mal IL VECCHIO ALFABETO MANUALE ITALIANO


IL NUOVO ALFABETO MANUALE ITALIANO

La dattilologia viene utilizzata per comunicare nomi propri (geografici o di persona), nomi non conosciuti e parole di lingue estere.Esistono anche segni che rappresentano nomi propri, ma questi non sono l'esatta traduzione del nome "italiano", esprimono piuttosto l'appartenenza della persona al mon do e alla cultura dei sordi, sono la sua nuova o doppia identità.

La LIS come seconda lingua nella scuola elementare


Il progetto è iniz iato nel 1992 con un gruppo di bambini udenti della scuola elementare del III Circolo Didattico di Villanova di Guidonia, Roma.L'idea è nata dagli stessi bambini di quella scuola che, dopo aver visto dei bambini sordi giocare in un parco e segnare fra loro, hanno espresso ai genitori il desiderio di imparare quella "strana" lingua fatta con le mani. Quattordici bambini udenti hanno seguito per un'ora alla settimana un corso di lezioni di LIS tenute da un docente sordo dalla prima alla quinta elementare.Durante il corso, l'insegnante ha utilizzato unicamente la modalità gestuale, e la LIS è stata presentata sempre da sola, senza alcun su pporto vocale.I bambini hanno imparato la LIS attraverso il gioco, le favole, la drammatizzazione di azioni della vita quotidiana, la rappresentazione teatrale. Alla fine di ogni anno scolastico sono state messe in scena nel teatro scolastico recite in segni su alcune favole, di fronte ad un pubblico di genitori e insegnanti.



giovedì 16 luglio 2009

INFANZIA vs SORDITA'

SU AMBIENTI DIGITALI POST SULLA LOTTA TRA INFANZIA E SORDITA'


mercoledì 15 luglio 2009

A volte succedono cose strane

La vita è bellissima...ma a volte succedono cose strane!

2 notti fa ero nella mia cemeretta di Rende, in casa c'ero soltanto io, e dormivo.
Ad un certo punto mi sveglia un dolore all'alluce. All'inizio credevo di aver sognato tutto, ma dopo aver strizzato gli occhi, per riuscire a riprendermi dal rincretinimento da sonno, il dolore persisteva!
Apro la luce per controllare, sembrava tutto ok avevo solo l'alluce indolenzito come se qualcuno/qualcosa lo avesse schiacciato...

Convivo son uno spirito che soffre di insonnia??
Ci può essere attinenza tra questo episodio e i continui scricchiolii che provengono dal mio armadio?

A pensarci bene prima di noi in quella casa ci ha vissuto per tanti anni il defunto proprietario...

martedì 14 luglio 2009

Life less serious

Oggi vivere è un pò lottare. La vita si sà è una battaglia, e noi da buoni soldatini ci mettiamo l'elmetto, imbracciamo le armi e scendiamo sul campo di battaglia, sfodernando ogni giorno una prestazione sempre diversa. Chi non si è mai ritrovato almeno una volta a fare i conti con la vita?
Io l'ho fatto spesso e sempre più volte i conti non tornavano. Sarà stata un addizione sbagliata, forse non ho riportato un 3, la i conti con la vita sono sempre sballati, peggio di un conto di ristornate quando il cameriere ha perso il foglio delle ordinazioni. E ci ritroviamo sempre punto e a capo. Lasciando dietro di noi una traccia così da poter tornare se un giorno ci perdiamo, ma come nelle favole, le nostre traccie si perdono presto. Usciamo convinti di essere noi stessi e torniamo, invece, che crediamo di essere qualcun altro. Perchè l'identità è una cosa effimera, volubile, che oggi come oggi ha il valore dell'oro, e come l'oro ha un prezzo. Puoi recarti da un rigattiere e comprarti un'identità nuova, ma se è merce importata presto la butterai. Ma in tutto ciò, resta sempre un valore, un piccolo tesoro dei pirati, La Vita. Questa sì che è meravigliosa.

venerdì 10 luglio 2009

COS'E' VISMUSICAE?


QUESTA E' VISMUSICAE....



QUESTA E' VISMUSICAE...







TUTTO QUESTO E' VISMUSICAE.....

Vis Musicae, il parco sonoro tra i due mari ovvero l’arte dell’ascolto nel magico silenzio di una montagna a cavallo tra lo Ionio e il Tirreno, sulla quale arriva il sentore della macchia mediterranea.Un luogo di enorme valore paesaggistico e ambientale che potrebbe aspirare a divenire “Patrimonio dell’umanità” secondo i criteri dell’UNESCO, che ha già concesso il proprio patrocinio alla omonima rassegna internazionale fin dalla prima edizione. Questa per contenuti e luoghi di fruizione rappresenta un vero e proprio marchio di qualità modellato nel logo nel quale sono sintetizzati i tre elementi che caratterizzano la rassegna e il territorio nel quale si svolge: il Parco Nazionale della Sila (foglia verde), l’estrema vicinanza tra i due mari, Ionio e Tirreno (onde azzurre) e il complesso di elementi che definiscono le condizioni ideali di ascolto della musica (chiave di fa, ocra).
La sintesi grafica del logo condensa la forza progettuale dell’associazione tra ecologia, ambiente, cultura immateriale e ascolto, in un contesto polifunzionale come quello del Centro Visite di Località Monaco, che comprende nel raggio di pochi metri un capiente Anfiteatro Verde, un’ampia “agorà” e una sala congressi, proiezioni, esposizioni, etc.Il marchio di qualità rappresenta un complesso di beni. Il primo intangibile è il prerequisito del silenzio e dell’aria pura e balsamica: condizioni ideali per ascoltare e conoscere se stessi e gli altri. Ascolto della musica, ascolto interiore, ascolto dell’altro: luogo del dialogo e del confronto interculturale, sotto il segno della antica dottrina dell’ethos che nella Magna Grecia ha il suo naturale luogo di risonanza.
Il secondo è quello della ricerca e della divulgazione del patrimonio delle culture musicali del Mediterraneo nel rispetto delle scuole storiche e delle realtà artistiche dei rispettivi paesi di origine.

Il terzo è la qualità dell’ospitalità, dell’amore, del rispetto e della salvaguardia dell’ambiente naturale. Vis Musicae si configura come un progetto culturale complesso e ambizioso, di valorizzazione delle pratiche e dei saperi identitari; di tutto ciò che connesso ai fenomeni musicali rappresenta la tradizione vera e profonda del Mediterraneo, una tradizione caratterizzata da aspetti comuni, ma anche da notevoli differenze.

giovedì 2 luglio 2009

riflessione....

LA VITA NON HA SENSO SE
NON LA RACCONTI A QUALCUNO
....


Questa frase è scritta sul muro della cittadina in cui vivo: Castrovillari! Passo spesso per questa strada ed ogni volta che passo da li non riesco a non leggere questa "perla di sagezza" e pensare alle situazioni che vivo giorno per giorno, minuto per minuto, ora per ora.... Scommetto che anche voi che ora vi soffermerete a leggere questa frase penserete a qualcuno, a qualcosa...
E' cosi fantasticamente fantastico il senso che ti può lasciare una innocente frase nella tua giornata!!!

MARIA LAURA